Signor invitto, ancor ch'or gemme od ostro
non potriano agguagliar menoma parte
del bene, de l'onor, che 'n me comparte,
sempre più largamente, il favor vostro,
pur la benignità c'avete mostro
verso me, m'assicura sì che 'n parte
le ardenti fiamme mie spiegando in carte,
vi dò tributo col non colto inchiostro:
e se come quel fuoco insino a l'osso
mi rose alor, così, signor, fosse ora
ugual quel ch'io vi porgo al gran desio:
di vostra altezza ei via più degno fora,
ma poiché questo in voi bramo e desio,
per non poter dar più, dò quanto io posso.