Sacrata ninfa, questo giovanetto Et io desideriamo di sapere Ch'Irinda sia, come nel coro venne De le vergini ninfe di Diana
E come indi partita ella si sia. Piacciati adunque, prego, sodisfare Al desiderio nostro: così sempre Favorevol ti sia la tua Diana,
Né ti dia assalto mai satir lascivo. Montan, tu dei saper che ha quindici anni Che, essendo in caccia, questo pastor vidi, Ch'aveva una bambina a pena nata,
Su la quale ei facea dirotto pianto; E di ciò ricercando la cagione, Mi disse che la madre gli avea data Quella anima innocente, accioché a i lupi
La desse a divorare; et io, commossa A gran compassion, presi la figlia Et a Dino la diedi a nutricare. Cresciuta ch'ella fu sino all'etade
Di dieci anni, la presi per compagna Et è stata con meco insino a tanto Che da Diana si è partita, accesa De l'amor di un pastor di queste selve;
E questo è quel che ti so dir di lei. Rimanete con Dio, ché a la mia dea Io voglio ritornar, ch'ella mi aspetta. Vattene in pace, fortunata ninfa;
Così mai sempre favorisca il Cielo I desiderii tuoi, come allegrezza Infinita ci hai data. Prego il Cielo
Che la faccia venir sempre maggiore. E chi diè a te, pastor, quella bambina? La sorella di Gaia la mi diede, Versando fuor da gli occhi un rio di pianto,
Con infinita doglia; biasimando La tenace avarizia del marito Che, per non le dever la dote fare, Commesso avea a la moglie che le desse
Morte, sì tosto ch'ella nata fosse, E che, se forse ella facea altrimente, Proveria l'ira sua. Quella meschina, Cui non sofferse dar morte a la figlia,
A me la diè, che la portassi a i lupi E questa ninfa, come ella vi ha detto, La prese, e grazia ho al Ciel vederla viva; E vorrei volentier che la sua madre,
Che vinta da l'affanno uscì di vita, Viva si ritrovasse. Ora, Viaste, Tu poi veder se deve esser tua moglie
Irinda. Poi che ritrovo esser vero Quanto mi hai detto, ove solea amare Irinda come amante, ora l'ho cara
Come germana mia sorella: e poi Che Filisio l'ama et ella lui, I' vo' che gliele diamo per mogliera, Ché non fu mai così beata coppia
Fra pastori ha mill'anni. Figliuol mio, Perché compita sia la mia allegrezza, Io voglio che mi facci ancor la grazia,
Poscia che tanto ti ama Frodignisa E non è bella men che si sia Irinda, Che la ti prenda per mogliera. Poi
Che Irinda aver non posso, io son per fare Tutto quel che vi è a grado. Entriamo adunque A dar principio a così liete nozze.
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