Skip to content
1504–1573

96

Giambattista Giraldi Cinzio

Gito se n'è il mio sol verso l'occaso, lasciando oscuri i miei già chiari giorni, e i raggi d'amorosa grazia adorni dan luce al cielo; e cieco i' son rimaso.

D'infinito dolor son fatto vaso, né luce alcun è qui, che più m'aggiorni; or non bisogna (lasso me) ch'io torni a la dolce Academia, al mio Parnaso.

U' son, dolente me, miei di condotti da così lieta a sì infelice vita, e da sì eccelso a così basso stato? Mancato è a le mie rime il suono usato,

son la speme e i desir nel mezzo rotti, poich'è la luce mia nel ciel salita.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
96 · Giambattista Giraldi Cinzio · Poetry Cove