Festeggin meco omai le Muse e Apollo
il crin mi cinga d'onorata fronde,
poich'avute le stelle ho sì seconde,
che dal giogo d'Amor levato ho il collo.
Non mi struggo più in gel, né 'n fuoco bollo,
né versan gli occhi miei lagrimose onde,
e sciolto ho il cor da quelle treccie bionde,
con cui sì strettamente Amor legollo.
Uscito son della prigion bilustre,
ed è saldato il sanguinoso fianco,
che già m'aperse il primo acceso strale.
Né di tornare a le lasciate lustre
temo più Amor, poiché libero e franco
di rivolare al ciel trovate ho l'ale.