Quando lascia Titon la bell'Aurora
solo e dolente ne l'aurato letto,
e candida e vermiglia ne l'aspetto
escie da l'oceano e 'l cielo indora,
tornami (ahi lasso) a mente il tempo e l'ora
ch'Amor m'impresse al cor l'ardente affetto,
e 'n bel diamante mi scolpì nel petto
il nome di colei che m'arde e accora.
Né perch'io veggia il ciel chiaro e sereno,
l'anima al gran dolor punto ritoglio
al gran dolore onde vien l'alma meno,
ma meco e con Amor molto mi doglio
sfogando in voci tali il duol c'ho in seno,
che potrian di pietà spezzar un scoglio.