Padre del cielo, in cui giamai fallita
non fu speranza d'uom, che 'n te si fidi,
dopo i perduti giorni e i vani gridi
ti dono il resto di mia brieve vita;
la fragil barca, in questo mar smarrita,
di sospir vani carca e vani gridi,
Signor ti priego, a miglior porto guidi,
prima che sia da me l'alma partita.
E 'n vece de' sospiri indarno sparsi
per quella ove avea intento ogni desio,
di lagrime divine empimi il core,
sì che la mente mia tolta d'errore
a te suo creator possa levarsi,
e 'l suo vano sperar porre in oblio.