Al glorioso suon del nome vostro
pon fine Italia al suo angoscioso lutto,
signor mio caro, e già col viso asciutto
mira voi, chiaro onor del secol nostro,
e dice: - Se 'l bel fior che questi ha mostro,
giunge al fin mai, sì che produca il frutto
da lui l'antico onor fia a noi ridutto,
e d'altro ornati pur sarem, che d'ostro.
E ben degn'è che 'n voi sol ponga speme,
poiché quanto potea mostrare in terra
di senno il cielo e di valore e d'arte
pose in voi solo, e di tal virtù seme,
che 'n pace un Numa sete, un Scipio in guerra,
un Ercol, ercol valoroso, un Marte.