Gran desir mi trasporta, ardir mi mena,
timor m'ancide e speme mi dà forza,
Amor mi fa ragion, madonna forza,
voglia mi sprona e la ragion m'affrena,
e per fuggir la mia fatal sirena
poco valmi alternar di poggia o d'orza,
che l'aura irata mi sospinge a forza
tra scogli in questo mar pieno di pena.
Bellezza singolare, aspetto umile,
caldi pensieri in onestate estinti,
e duo begli occhi così acconcio m'hanno.
Ne l'anno mille, cinquecento, e vinti,
a tredeci ore, il dì primo d'aprile,
fui preso, e ardo, e son nel settim'anno.