La mia dolce nemica e pianto e festa
dammi in un punto, e fammi guerra e pace,
arde e agghiaccia, e mi conforta e sface,
or lieta e pia e or crudele e mesta.
Mi dà con una man, con l'altra è presta
a risanarmi, timidetta e audace;
e talor del mio mal gridando tace
e mi sprona in un tempo e accoglie e arresta.
Or con soavi paci, or con crud'ire
di timor m'empie e di leggiadra spene
e m'ancide e dà vita e punge e molce:
e così in servitude amara e dolce,
in dubbio di mio stato, in gioia e in pene
sempre viver mi par, sempre morire.