Dunque fia ver ch'io debbia pur seguire
chi mi consuma (ahi lasso) e chi mi strazia,
senza sperar giamai menoma grazia
o dicevole fine al mio desire?
Dunque fia ver ch'io debbia pur languire
per una che del mal mio non si sazia,
anzi per far l'engorda voglia sazia,
m'accresce di dì in dì pena e martire?
Misero me, che tardi il mio mal veggio,
e cerco invan di scuotere il gran pondo
de le catene onde mi prese Amore:
ch'acciò che senza fin sia il mio dolore,
andare egli mi fa di male in peggio,
per farmi essempio di miseria al mondo.