Poi ben con tuoi fallaci inganni, Amore,
il fral di me tener dove a te piace,
ma l'immortal di là, ove il suo ben giace,
non può tor né l'altrui né 'l tuo valore.
Ch'egli poco temendo il tuo furore
là dove è la sua vita e la sua pace,
poggiando al ciel, via più che mai audace,
vola felice senz'alcun dolore.
Il mio vivo terren sol è 'n tua forza:
consumal dunque, come più t'aggrada,
con strazii acerbi e disusate pene,
ma l'altro (benché avolto in mortal scorza)
convien che (mal tuo grado) se ne vada
colà dove soggiorna la sua spene.