Da la nuova armonia, dal viso adorno
d'una dolce sirena,
in questo mar di pena
cinto da duri scogli d'ogn'intorno,
condotto fui, né spero uscirne fuore,
perché tal è l'errore
che mi conduce al mio gran male espresso,
che sprezzando me stesso
seguo la morte mia,
onde 'l vano desir così confonde
la ragion, ch'al camin dritto m'invia,
che 'l porto fuggo e cieco erro ne l'onde.