Dolci, amorose parolette accorte,
ch'al vostro grato suon fermate i fiumi,
sguardi soavi, angelichi costumi,
già de la vita mia fidate scorte,
che sper'io più d'Amor, ch'egli m'apporte
cosa che la mia cieca vita allumi,
senza i bei rai de quei celesti lumi?
O cosa senza voi che mi conforte?
Ben è Ferrara mia del tutto priva
de la sua gloria, e del suvran suo onore,
e io del ricco mio più caro pegno,
e sì pieno d'interno alto dolore,
che non cerco più cosa ond'io mi viva,
senza l'usato mio fido sostegno.