Giglio, se 'l suon de l'onorate rime,
ch'eri dal mio Ferrin sì dolce uscio,
che ne rimase vinto il pensier mio,
come chi più del suo valor s'estime,
così m'avesse al luoco alto e sublime
volto, ov'egli ognor poggia a onorar Dio,
come m'accese in cor nuovo desio
di ritornar a le mie note prime,
io spererei ancor dal camin torto
rivolger l'alma, e con l'audaci penne
alzarmi al ciel dal mio terreno incarco.
Ma poiché il fier destin ciò non sostenne,
prega lui che m'additi almeno il porto,
nel tempestoso mar che cieco i' varco.