A che sì amare lagrime versate,
donna gentil, da' be' vostri occhi, e come
fate oltraggio al bel viso, e l'auree chiome
con isdegnosa man mesta squarciate?
Deh stringavi di voi vera pietate,
e l'ire sian da l'allegrezza dome,
che morto non è quel il cui bel nome
con sì dolente voce ognor chiamate.
Deh guidivi il pensiero, ove è salita
quell'alma degna di celeste onore,
più che di lauri trionfali o mirti,
e vedrete tra chiari eletti spirti
Luigi, cinto di vivace ardore,
viver col re del cielo eterna vita.