Luigi, che con tuoi raggi lucenti
di virtute immortal vivaci ardori
destasti al mondo in quei ch'ai veri onori
e al sommo ben avean gli animi intenti,
s'ora che son tra noi tuoi raggi spenti
e danno luce al cielo i lor splendori,
che debb'io far in questi ciechi errori,
che di tenebre oscure empion le menti?
Deh fa' che come a te vengo col core
per goder col pensiero almen la luce
di che i superbi regni hai fatti adorni,
tu ancora da celesti, alti soggiorni
talor mi allumi, in questo cieco orrore,
ch'al falso ben dal ver gli animi induce.