Bonacciol mio, ch'i nostri estremi guai
schernendo e la fortuna e i suoi contrasti,
mai dal dritto camin non ti piegasti,
sì che fortuna e 'l mondo avanzat'hai,
e or de la vittoria altiero vai
con lui, che sol tra noi vivo bramasti,
e degli alti desir, di che t'armasti,
godendo il frutto in ciel, lieto ti stai,
se i più felici spirti e i più perfetti
ti dian tra lor la più onorata parte,
e sempre il mondo riverenza t'aggia,
spira del tuo valor in noi tal parte,
ch'armati di divini alti concetti,
sprezziamo questa vita aspra e selvaggia.