Spirto divino, avolto in mortal vesta,
che spandi di splendor sì chiari raggi,
ch'a le tue gravi note e ai detti saggi
dal pigro sonno il mondo oggi si desta,
a' mortali 'l tuo dir tal virtù presta,
ch'armano al cielo i lor stanchi coraggi,
lasciati i vani già presi viaggi,
senza temer tra via cosa molesta.
Onde la maura e la indiana parte
e Battro e la longinqua ultima Thile
contan con voci ta' tue lodi meco,
o discesa dal ciel alma gentile,
o vero lume de le sacre carte,
quante celesti grazie oggi son teco.