Skip to content
1619–1693

XXXVII

Giacomo Lubrano

Scherzo fatale! Insuperbita Clori di pagliuzze trapunte orna le vesti. Con quel cibo di belve aguzza i gesti a morder l'alme, a divorare i cori.

Di smorte ariste apocrifi splendori, di leggier' vanità sfoggi funesti: chi mai li mira a piangere si appresti, spenti in nebbie di fumo i proprii ardori.

Lungi o Ragion da sì fallaci scene: Circe vi è dentro a ricamati incanti, che al fin le paglie sue tesse in catene. A che perdervi gli occhi o ciechi Amanti?

Dopo un folle martìr d'affanni e pene, son le mèssi d'Amor paglie incostanti.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXVII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove