Istrice minutissimo, che irriti
sveglie d'Impazienza a l'ore oscure:
punto sol divisibile in punture,
per turbar bisbigliando ozii eruditi:
de la tua tromba a' strepitosi inviti,
dà il Tedio a l'armi, e fumano l'arsure;
e se mai cerca il sonno ombre sicure
gli occhi chiusi ad un vol piangon feriti.
D'importuni susurri atomo vivo,
formi un'Eco di piaghe a chi più tace,
cangiando in strale il sibilo furtivo.
Quanto miseri siam? un suon mordace
c'insanguina i sudori al caldo estivo:
ci ruba un schizzo d'Essere la Pace.