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1619–1693

XXXIX

Giacomo Lubrano

Istrice minutissimo, che irriti sveglie d'Impazienza a l'ore oscure: punto sol divisibile in punture, per turbar bisbigliando ozii eruditi:

de la tua tromba a' strepitosi inviti, dà il Tedio a l'armi, e fumano l'arsure; e se mai cerca il sonno ombre sicure gli occhi chiusi ad un vol piangon feriti.

D'importuni susurri atomo vivo, formi un'Eco di piaghe a chi più tace, cangiando in strale il sibilo furtivo. Quanto miseri siam? un suon mordace

c'insanguina i sudori al caldo estivo: ci ruba un schizzo d'Essere la Pace.

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XXXIX · Giacomo Lubrano · Poetry Cove