A che sognar con temerarii vanti
secoli ne l'Età mezzo sparita,
se bastan sole ad annegar la vita
minutissime gocciole d'istanti?
Voi talpe di Ragion delusi Amanti,
a ravvedervi in picciole urne invita
meccanico Cristal; e in sé vi addita,
quasi stille del Tempo, i giorni erranti.
Quanto è, quanto sarà s'imprime in acque,
cifra di fughe; e in fluido feretro
naufraga sepellito il ‘Fu’ che piacque.
Se no 'l credi, o Mortal, vòlgiti a dietro:
e mira l'esser tuo, che al pianto nacque,
struggersi a stille in agonie di vetro.