Skip to content
1619–1693

XXXIII

Giacomo Lubrano

O breve Eternità di nostra vita, che ti scateni in fluidi momenti: questa di molli Cere urna fiorita le tue corte misure apre a le Genti.

In te con istantanea fuggita, quanti nascono Dì, muoiono spenti. Tu ne' principii tuoi mezzo finita, cadavero de' fatti, il nome menti.

Di astrolaghe follie le carte infinte svolgi in cerca del Tempo, e ti figuri Nestoree senza fin l'ore dipinte. Deh cessa di sognar gli anni futuri:

come le Cere sol vivono estinte, così nel viver tuo morendo duri.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXIII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove