Prede innocenti, industriose brine,
cui bevon l'Api da Sicanie Flore,
mi additano in più giri il moto e l'ore,
con del Tempo l'istabili rapine.
In esse io scorgo le vicende e 'l fine
d'ogni pompa mortal, d'ogni splendore:
chi vive spento, illuminato mòre;
lucignolo di Morte è il bianco crine.
Ceree del Fasto son l'Icarie piume:
Cerei son de' piaceri e l'ozio, e 'l gioco:
Cereo è di Mida l'oro, e Cereo il lume.
Quindi apprendi, o mortal, che ancora il Poco
de l'Età, che si perda, o si consume,
pianger si deve a lagrime di foco.