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1619–1693

XXX

Giacomo Lubrano

Parver le Frigie spoglie ignobil vanto, al Senato Latin, d'imbelle sesso. Né fu da le sue leggi unqua permesso a' Togati, agli Atleti un molle ammanto.

Or di seriche pompe il lusso è tanto, che del più vano ardir tocca l'eccesso. E sempre vario, invidia esso e non esso le Cleopatre al Nil, l'Elene al Xanto.

Ciò che inventano l'Eve, usan gli Adami. Discerner non si pòn sposi da spose, a le foggie de' nastri, e de' ricami. Che meraviglia è poi se cadon r³e

piante d'alti Legnaggi, orbe di rami? Se tutte vermi son, gale frondose.

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