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1619–1693

XXVII

Giacomo Lubrano

Gorgoglia alta la fiamma, ardono l'onde, per far màrtiri ancor Vermi innocenti; e l'Arte incrudelita in un confonde due fieri incompossibili Elementi.

Prodighe nel morir l'anime bionde filano in morbid'Or gli aliti spenti: né curan di restar reliquie immonde, pur che fian ricche spoglie i lor tormenti.

Svolge ingegno Ission argani e rote, a stenuar de' globi arsi le vene, fin che bollano a galla aride e vòte. O voi, misere voi pompe terrene:

per fare al vostro Bel serica dote, altro il lusso non ha, che vermi, e pene.

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