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1619–1693

XXVI

Giacomo Lubrano

A la Rota si strugge, avvolto in giri, Verme, che circolò per farsi d'oro. Ahi che l'esche brevissime d'un Moro presagivano in ombra i suoi martiri!

Interesse crudel quanto deliri! Assolvi chi rapisce, e nel tuo Foro par delitto di morte ogni tesoro; e chi ricco si fa, forz'è che spiri.

Sbuffano di velen sputi funesti senza timor le Vipere, serpendo vivi strali del bosco, e vive Pesti. Un Rettile, che fabrica tessendo

con le viscere sue seriche vesti, in eculei di vampe arde morendo.

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