Skip to content
1619–1693

XXIII

Giacomo Lubrano

Non sazio di rapir lane a gli armenti, a le Tigri, a Pantere orridi velli, Barbare piume a Messicani augelli, sviscera il Lusso ancor Vermini spenti.

Mostran filate l'arie, orditi i vènti le sete in sottilissimi capelli; che quanto velan men, tanto più belli stima il guardo profan suoi ornamenti.

Tiranna Vanità di che ti pregi? Le pompe al fragil corpo offri in tributo, e lasci l'alme ignude in mezzo a' fregi. Confonderti ben puoi, ché un vil rifiuto

di escrementizio Verme ammanta i Regi; e più Cesari veste un picciol bruto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXIII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove