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1619–1693

XXII

Giacomo Lubrano

Baco gentil, che in preziosi stami fili la Vita Giornalier sepolto, e non vago di applausi, ingombri il volto, a far de le tue vene aurei ricami:

ricco erede di te, nulla tu brami, ché a chi vive del suo, il poco è molto. Basta a tòrti la fame un Moro incolto; e per la Reggia tua, bastano i rami.

Turbi la Terra, l'Aria, il Mare, i Fiumi ingordo l'Uomo, e nel Peruvio fondo fin gli Erarii del Sol rubi e consumi. Che pro? se mai non posa il cor giocondo?

Quanti regnan fra pompe, e fan da Numi, come Tantali suoi deride il Mondo.

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