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1619–1693

XV

Giacomo Lubrano

Che veggio? in Verme si trasforma un Giove, che di serica luce il sen fecondo, entro un Orbe di rai, sferico pondo, Arbitro de' suoi Fati agita e move.

Con invidia de i Cigni in forme nòve serpe brun, bianco vola, e splende biondo: che se Danae del lusso è fatto il Mondo, estenuato in fila, oro gli piove.

Se fascia Giove in Epicicli erranti di satellite Stelle il cerchio ambito, un Verme orna di pompe anco i Regnanti. Sol di Giove non ha, che al lampo ardito

di fulminoso Ciel perde i sembianti: e se rapì l'Europa, ora è rapito.

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