Tributario s'inchina il Re de' vènti
al meccanico ardir di fabro ingegno,
e sbalza fuor dell'Iperboreo regno
a far delizie nostre i suoi spaventi.
L'orrida tirannia d'Austri frementi
dentro vene di piombo, urne di legno,
in armonico suon tempra lo sdegno,
e vi forza a garrir muti elementi.
Scoppian fra l'acque e l'aure in lacci ascose
Mongibelli di neve, aerei Bronti,
a fulminar del Sol l'ore focose.
Pinge la Terra in giocolieri affronti
Iridi nel sereno, e rende ombrose
l'onde già furie in mar, pompe ne' fonti.