Skip to content
1619–1693

XLV

Giacomo Lubrano

Tributario s'inchina il Re de' vènti al meccanico ardir di fabro ingegno, e sbalza fuor dell'Iperboreo regno a far delizie nostre i suoi spaventi.

L'orrida tirannia d'Austri frementi dentro vene di piombo, urne di legno, in armonico suon tempra lo sdegno, e vi forza a garrir muti elementi.

Scoppian fra l'acque e l'aure in lacci ascose Mongibelli di neve, aerei Bronti, a fulminar del Sol l'ore focose. Pinge la Terra in giocolieri affronti

Iridi nel sereno, e rende ombrose l'onde già furie in mar, pompe ne' fonti.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XLV · Giacomo Lubrano · Poetry Cove