Cieco Istrion d'imaginarie forme,
empio Nabucco, rappresenta in ombra
tragiche scene: attonito s'adombra,
né sa regnar, né sa sognar se dorme.
L'assaltano sospetti a torme a torme;
d'un ignoto terror l'oblio l'ingombra:
smemora, e teme più che non mai sgombra
il suo mal, che precipita senz'orme.
E pur ti gonfi o Fasto? e pur su i vanni
di tua Fama dar leggi al Cielo agogni,
vicino a rovinar larva d'inganni?
Stolida vanità, non ti vergogni
cozzar con Dio, se a fulminar Tiranni
bastano sogni d'ombre, ombre di sogni?