Doni del Ciel, gratuiti tesori
cadono giù le nevi, e in bianca mole
si rapprendon penose, onde la prole
làttin poi sciolte a rustici lavori.
E pure il Lusso l'offre in tazze d'ori
per estri a Bacco, e fomiti a le gole;
e ben che arrabbi ingiuriato il Sole,
mira tremar l'Està, freddi gli ardori.
Ebri Epuloni, o voi, che in laute cene
fate brillar voluttuoso il Verno
ne' dì canicolari entro le vene:
tempo verrà, che nel profondo Averno
impetrar non potrete arsi da pene
un'istantanea stilla al foco eterno.