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1619–1693

XLIII

Giacomo Lubrano

Per le liquide vie vola ondeggiante del tempestoso Nume orrido figlio, che ha di cerulea spada armato il ciglio: terror di Teti, e fulmine guizzante.

Trema negli antri suoi Scilla latrante, mirando ne gli assalti il mar vermiglio; ché ad ogni pescator vivo periglio intima il mostro fier, strage natante.

Ma se 'l colpiscon mai l'Aste già pronte, si sbatte, e sbuffa; e l'agonie si affretta, con la morte nel sen, la spada in fronte. Nobili a voi: un tal destino aspetta

chi morde acciari, e sanguinario a l'onte stima gloria del brando ogni vendetta.

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XLIII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove