Per le liquide vie vola ondeggiante
del tempestoso Nume orrido figlio,
che ha di cerulea spada armato il ciglio:
terror di Teti, e fulmine guizzante.
Trema negli antri suoi Scilla latrante,
mirando ne gli assalti il mar vermiglio;
ché ad ogni pescator vivo periglio
intima il mostro fier, strage natante.
Ma se 'l colpiscon mai l'Aste già pronte,
si sbatte, e sbuffa; e l'agonie si affretta,
con la morte nel sen, la spada in fronte.
Nobili a voi: un tal destino aspetta
chi morde acciari, e sanguinario a l'onte
stima gloria del brando ogni vendetta.