O glorioso Enimma! un morto seme
schiude a tiepido Ciel alma che sente;
e serpeggiando in atomo vivente,
a' Belgici telai nutre la speme.
Trasforma il cibo in stame, e torce e spreme
da le viscere sue globo lucente;
fatto subbio del sen, spola del dente,
ordisce in trame le salive estreme.
Sepolto al fin in funeral volume
rifà la vita, e Dedalo novello
sù per l'aeree vie batte le piume.
Nega or se puoi, che sorgerà più bello
del fango umano incenerito il lume;
se a' Vermi ancora è Fosforo l'Avello?