O di barbara selva empii germogli,
odii ramosi e rustiche saette,
chi vi aguzza? e con rabbia di vendette
vi dà peso di orror, suon di cordogli?
Non basta, oimè, che di ferrigni orgogli
s'armi l'Abisso all'Idolatre Sètte,
se con le canne ancor di stragi infette
nòve pene non trae da vivi scogli?
Ma tormentate pur, che forte esangue
Marcello a la sua Fé sveglia le calme,
se tempestan le dita in mar di sangue.
Terror de' rei e vincitor de l'alme
gioisce, che non può la man che langue
carca di più trofei stringer le palme.