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1619–1693

XCIII

Giacomo Lubrano

Angeli aprite il Ciel, che a' guardi vostri offre un Giovine Eroe Lattee più belle: sono gli affetti suoi candide stelle senza un'ombra di fasto in mezzo a gli ostri.

Destargli non ardìr d'Erebo i Mostri un primo moto a la ragion rubelle; un'aria sola, un fumo sol di quelle scintilluzze improvvise a i sensi nostri.

Le perle adulerei, se nel candore simili le lodassi al mio Luigi, ch'ebbe di tutta l'Innocenza il fiore. Volle Iddio con insoliti prodigii

di nova Purità stampargli al core de l'Atto Puro suo chiari vestigi.

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