Per fare a i Fati ambizioso scherno,
postumo il Fasto imbalzama gli Estinti;
e perché mostri maschera d'eterno,
stampa in faccia al pallor ostri dipinti.
Ma non rinverde mai di morte il Verno
con Assirio licor di Aprili finti;
ché in ceneri dissolve il tarlo interno
gli Elmi guerrieri, e gli Acidalii Cinti.
Di bella Eternità lucide tempre
serban d'un casto cor le nevi sole,
senza nebbie di fral, che le distempre.
Così nel sen d'incalcinata mole
dura intatto Xaverio, e vive sempre:
ché negli Occasi suoi non manca il Sole.