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1619–1693

X

Giacomo Lubrano

Da qual Euclide apprese, in quale scola un Vermicciuol Geometrie maestre? che d'auree linee in seriche palestre, erudito Inventor l'arti consola?

Qual Pallade gli diede, e subbio, e spola da pinger nova scena a Frigie Orchestre? Come, fabro, al garrir d'ombra silvestre tesse le tombe sue, e poi sen' vola?

Si confonda in mirarlo il Fasto umano, che a pompeggiar impoverisce un Regno, e spoglia d'ostri e gemme il Mare insano. Di gran gloria in un Verme ecco il disegno:

forma un Orbe in se stesso, e mente, e mano; ché far molto col poco, opra è d'ingegno.

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