Mentre su verde culla umil vagisce,
ospite il Baco in rustiche foreste,
lieto va susurrando, e scherza a strisce:
lo guarda un'ombra, un pampino lo veste.
Ma se gonfio salire in alto ambisce,
stampa nel pensil trono orme funeste.
Con le viscere sue la tomba ordisce,
per vanità di poche bave inteste.
O stolta sempre ambizion d'impero!
Sogna cime d'onor l'infima plebe,
e fila Toghe ed Ostri entro il pensiero.
Spera d'alzare anche un tugurio in Tebe;
e cercando fortune a Ciel straniero,
spesso a la tomba sua mancan le glebe.