Quai di Natura inusitati incanti
fan d'un Verme villan Tessalo Mago?
Che a lente linee circolando vago,
tesse col labro orientali ammanti.
I serici tesor' sono i suoi vanti,
onde di Frigia insuperbisce l'ago.
Vive in sé chiuso, e del morir presago
spezza la tomba, e vola infra i volanti.
Metamorfosi bella! Io godo, e miro;
ne più del fango uman vili i natali
con palpebre d'orror piango e sospiro.
Non vi temo o degli Astri ire fatali.
Ecco brilla ne l'Or, chi nacque un Iro;
chi serpeggiò bambin, morendo ha l'ali.