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1619–1693

LXXXVI

Giacomo Lubrano

Balli di gioia, o palpiti di pena, mostra con l'ondeggiar mobile il tetto ove Ignazio cangiando in Campo il letto, di pentito Guerriero apre la scena?

Scorre da le sue piaghe la nobil vena a le glorie d'un Dio il sangue eletto. Ne ride il Cielo, e l'infernale Aletto smania per doglia, e l'Erebo scatena.

Sì si traballi troppo angusto il suolo a chi d'empiree mine ha il cor fecondo da sbalzar sù tutta la Terra a volo. Al fulmine d'un bronzo furibondo

cadde, e risorse; e seppe a un colpo solo, resa una Rocca, edificare un Mondo.

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LXXXVI · Giacomo Lubrano · Poetry Cove