Arso di zel multiplicò sembianti
Ignazio, luce a tutti, ombra a se stesso:
sdegnando da pennelli essere espresso,
or severo di ciglio, or molle in pianti.
Quelle in varii riguardi arie incostanti
fur de le sue virtù stabile eccesso:
colpa di Arte non fu, che vide in esso
un Proteo di più Eroi, e di più Santi.
Chi mai pinger potea al vivo, al vero
una beata infinità d'imprese,
ed in un Uom l'Apostolato intero?
Morto il pinse la Gloria, e ben l'intese;
perché a ritrar d'Ignazio il cor guerrero,
con azurri stellati il Ciel discese.