Di Pellegrino Monte erte ruine
Reggie già fur di romitella Rosa,
che de l'Amor divin Vergine sposa,
di vive stelle imporporò le spine.
Flebili i sassi in tenerezze alpine
serban di sì bel fior l'ombra odorosa;
e gocciolando van pioggia pietosa,
onde la Fede se n'imperli il crine.
Di liquidi prodigii alto lavoro
forma ogni stilla, e l'umida spelonca
più che il Cile e 'l Pegù, tutta è tesoro.
Eco di glorie vi susurra, e tronca,
– Godi – dice a l'Oreto. – Io cangio in oro
ricca a gli argenti tuoi la Patria Conca. –