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1619–1693

LXXVIII

Giacomo Lubrano

O di tutti i prodigii ultima mano, termine d'una Ipostasi infinita; da' nodi tuoi medesimossi unita la Corona del Verbo al fral di Adamo.

Dentro Virgineo mar Tu fosti l'amo che a l'Eterno pescò nuova la vita. Tanto non seppe già la Grecia ardita finger con metempsìcosi di Samo.

Anel di beatifico Imeneo sposasti al Ciel la Terra; onde s'unìo l'Altissimo ad un verme, il Santo al Reo. Più de le glorie tue dir non posso Io:

per te con insolubile trofeo non cessò morto l'Uom d'essere un Dio.

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