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1619–1693

LXXVII

Giacomo Lubrano

Un Esser senza nome, un Oriente presso cui non ha raggi il Sole oscuro. Un Tutto senza parti, un Atto puro, e del mio Bello origine immanente.

Per Teatro di glorie ho la mia mente: ad ogni istante Eternità misuro: il Passato, il Possibile, e 'l Futuro senza tempi per me sempr'è presente.

Non antico, non nuovo. Immenso, immoto. Tolgo le fughe al tempo, e il cenno mio raffrena il Caso, ed incatena il moto. Senza numeri Trino ed Un son Io.

Primo senza principii, a tutti ignoto: se brami di saper chi son, son Dio.

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