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1619–1693

LXXVI

Giacomo Lubrano

Son sopraessenzial forma d'ogni Ente, Atto d'ogni potenza: aggiro al torno de' miei cenni il Destino; e fo soggiorno a' Possibili Mondi anco il presente.

Se no 'l sostengo l'Universo è un Niente: libro immota la Terra, i Cieli adorno; sveglio Stelle a la notte, e Soli al giorno. Tutto Esser, tutto Vita, e tutto Mente.

Idea più che bellissima del Bello. Più che infinita infinità del Buono. Con un Verbo ineffabile favello. So trar glorie da' Rovi, ardendo io dono

Zodiaci a' sterpi; e l'Unico m'appello: ché non fui, né sarò: ma sempre Io sono.

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