Padre, che contemplandomi fecondo,
ad un pensier vital genero il Verbo:
Verbo, che dove nasco entro mi serbo,
ed erede di me non son secondo.
Spirto immortal, che Creator d'un Mondo
sveglio Aurore al Fedel, Notti al Superbo;
volgo il Ciel mite a' Giusti, a gli Empi acerbo;
pongo in tron la Virtù, la colpa a fondo.
Un Sole di tre Soli, e di tre ardori,
foco sempre spirante, e sempre acceso;
immutabil ne' sdegni, e negli amori.
Son saper tutto luce, e nulla inteso:
massimo dentro me, senza Maggiori,
sol da me incomprensibile compreso.