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1619–1693

LXXIV

Giacomo Lubrano

Un poter sempre in atto, un centro immenso, che fuor de l'Esser mio linee non stendo. Luminoso Oceàn, che da me uscendo in me ringorgo, ove tempesta il senso.

Formo Idee di più Mondi, e non ripenso, del proprio Bel contemplator godendo: ingenito splendor, che pur nascendo Paradisi di glorie a' miei dispenso.

Fulmino i Rei senza scoccare un dardo; di nulla mi ricordo, e nulla oblio; son geloso, e sicuro; amo, e non ardo. La Terra, il Fato, il Cielo, il Tempo è mio:

pienissimo di me, vivo d'un guardo: Fattor non fatto, Unico in Tre, son Io.

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