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1619–1693

LXXIII

Giacomo Lubrano

Io son l'Esser d'ogni Ente, il Re del Fato, che dentro e fuor di me, me sol rimiro. Io do le fughe al Tempo, a i Cieli il giro, la vita al Niente, ed a la vita il fiato.

Uso sempre pietà, né mai compato: fulmino più vendette, e non mi adiro: col Verbo intendo, ed immortale io spiro, ineffabile Amore, Amante amato.

Son di tutti i possibili volume; posseggo sempre il Sommo, e sempre dono; palese ed invisibile nel lume. Serva la Gloria m'è, l'Empireo è Trono.

Beato di me stesso, eterno Nume, solo non solitario, Io son chi sono.

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