Skip to content
1619–1693

LXXII

Giacomo Lubrano

La già bella di Caria al suo Mausolo fe' del vedovo sen tomba vivente. Le reliquie d'Amor ceneri spente sorbì piangendo ad animarne il duolo.

Alme fedeli, a voi la sparsa al suolo di funebre terren polvere algente, tutto che sozza e fral, con porvi mente, può vèr l'Eternità spingervi a volo.

Se la beve il pensier trasfonde al core spirti di vera gloria; e fa che Sorte, non pena sia la brevità de l'ore. È vicino a goder l'Uomo consorte

non so che di divin, quando a sé mòre, ché spiana al Ciel le vie polve di morte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXII · Giacomo Lubrano · Poetry Cove